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Con:
SARA CIANFRIGLIA
ANDREA DI CASA
FILIPPO DINI
SERGIO GROSSINI
CRISTINA PASINO
MAURO PESCIO
GIAMPIERO RAPPA

Regia:
GIAMPIERO RAPPA

Aiuto Regia:
CHIARA MELLI, BARBARA PETRINI

Elementi scenici:
LAURA BENZI

Disegno luci:
GIOVANCOSIMO DE VITTORIO


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ZENIT
Note di regia dell’autore


Sul Testo

Zenit è nato dal racconto di Raffaele, un mio carissimo amico che ha prestato servizio come obiettore di coscienza presso una comunità di ragazzi border line. Le situazioni di tensione improvvise, i momenti di noia, i pianti, gli abbracci, le depressioni, l’ironia dei ragazzi, degli educatori, mi sembrava un concentrato di vita sincera, spietata e al tempo stesso sconosciuta al mondo esterno.Tutto questo mi sembrava estremamente necessario raccontare.
Si può raccontare una storia del genere in teatro? Senza cadere nel patetico, senza angosciare lo spettatore, senza recitare gli stereotipi dei ragazzi con problemi mentali, senza strapparsi i capelli, senza picchiarsi, senza parlare in termini tecnici di psichiatria? Si può raccontare una storia del genere facendo anche ridere? Ecco il perché delle numerose stesure, dei numerosi incontri con educatori, psichiatri, ma soprattutto ecco il perché della scelta di vivere per alcuni giorni in una comunità per ragazzi con problemi mentali. Zenit prende vita solo dopo quel soggiorno.

Sullo Spettacolo
E’ stato un lavoro individuale, prima sul singolo personaggio, senza ricercare una immedesimazione solo interiore, ma soprattutto fisica. Le improvvisazioni di gruppo hanno alimentato e favorito le suggestioni tra i vari attori, hanno permesso di creare un gioco, di consentire l’imprevedibilità ad ogni singola parola, ad ogni singolo silenzio. Non abbiamo usato musiche per rispettare la tensione scenica da noi creata. Allora il silenzio è diventato la nostra musica, la cartina tornasole dell’emozione nostra e del pubblico in ogni momento dello spettacolo.
Costruire Zenit è stato come progettare un mondo nuovo, in realtà già esistente, ma sconosciuto. La sofferenza dei ragazzi con problemi mentali, il lavoro degli educatori, le mancanze delle istituzioni, le famiglie che non vogliono saperne dei loro figli… tutto questo è la parte fondamentale di Zenit ma non è l’unica. Gli scontri verbali, gli abbracci, i silenzi improvvisi, le paure, le depressioni, gli amori impossibili, i pregiudizi, tutto questo e altro fa parte della vita di ognuno di noi. In Zenit tutto questo è all’ennesima potenza, nella nostra vita, un po’ più dilatato.

Giampiero Rappa