Gloriababbi cosa? I   Gloriababbi perché? I  CV attori  I  

Gloriababbi Teatro è:

Andrea Di Casa
Filippo Dini
Sergio Grossini
Mauro Pescio
Giampiero Rappa

 

Gloriababbi: perchè?

“Perché appartengo a quella che gli antropologi hanno definito la generazione più sfortunata del XX secolo, nel senso che sono cresciuto, mi sono formato negli anni del benessere sociale, culturale ed economico… che oggi non esiste più… ma la mia impronta resta quella, le possibilità che ho avuto non le posso cancellare come se non fossero mai esistite…
Perché il teatro mi ha insegnato che certe volte la puzza che sentiamo dipende dal nostro naso, non da quello che abbiamo intorno.
Perché credo nel secondo comandamento della carità: Amerai il prossimo tuo come te stesso.
Perché “La giustizia del giusto non lo salva se pecca, e l’empio non cade per la sua iniquità se desiste dall’iniquità, come il giusto non potrà vivere per la sua giustizia se pecca”
Perché Don Chisciotte, vinto, vecchio, stanco, avvilito, non frena, persegue il suo obiettivo senza nemici, solo perché ha un obiettivo.
Per lo strenuo tentativo di non cadere vittima di nessun conformismo.
Perché viviamo tempi indifferenti.
Perché il problema della cultura in Italia non dipende solo dall’insensibilità dei governanti.
Perché pochi decidono e tutti gli altri accettano in silenzio e se ci stai il premio è che devi ringraziare e sperare di tirare a campare.
Perché nei  teatri stabili la spinta artistica, l’impulso alla creazione, diventa un fatto istituzionale, dunque impulso a conservare. Ma le due cose sono antitetiche.
Perché la critica teatrale invece di essere da stimolo, da oggetto di dibattito, è un esercizio di potere.
Perché Non esiste una formazione all’arte drammatica che non sia museale, oppure in balia del caso.
Perché in questo mondo teatrale una volta raggiunto un micro successo si piomba nelle medesime dinamiche di potere fino a poco prima disprezzate.
Perché non esiste un fermento teatrale, il fermento si riduce alla scoperta di qualche fenomeno all’anno da spremere, e il fenomeno, ammesso che abbia un talento originale, si corrompe presto.
Perché siamo in tanti a conoscere questo stato di cose, eppure lo accettiamo, spaventati ad alzare la voce, figuriamoci la testa.
Perché un gruppo deve essere un mondo su scala ridotta; non deve essere formato da persone che si comprendono con facilità, ma fondato sulla diversità e sul contrasto; una diversità che rispecchi quella del pubblico. Invece i gruppi teatrali spesso si formano sulla base di un consenso, non di un conflitto.
Perché la storia è tutto ciò che compete al teatro, il resto è solo involucro.
Perché tutto quello che mi importa è vivere, passeggiare per la strada, conoscere le persone nei bar, giocare con mio figlio, ma ad un certo punto sento un impulso al teatro, come una droga, che non fa male.
Perché se siamo onesti, ed è la sfida più difficile, verso i nostri ideali, possiamo aiutare a costruire una società che si fondi e che aderisca a principi etici fondamentali, non predicando, ma creandola ogni sera di fronte agli spettatori, mostrando loro come funziona. In pratica.
Per questo faccio parte del Gloriababbi teatro.” (Mauro Pescio)