Split Screen è una commedia surreale in cui un patito di videogiochi e uno scrittore mediocre per risolvere un doloroso problema di calli ai piedi decidono di sottoporsi ad un intervento risolutivo: un trapianto o per meglio dire “uno scambio di piedi”. L’intervento ha buon esito ma a questo punto i due malcapitati si accorgono che la radice del loro talento e di tutte le loro abilità risiedeva per l’appunto nei piedi. Decidono cosi di sottoporsi ad un’altra drastica operazione: “uno scambio di cervelli”. Anche in questo caso l’operazione va a buon fine ma i due non riescono a ritrovarsi nelle nuove identità. Finiranno per scoprire che non sono in grado di desiderare e amare null’altro se non loro stessi.
“…Ci sono due giovani pesci che nuotano e a un certo punto incontrano un pesce anziano che va nella direzione opposta, fa un cenno di saluto e dice: - Salve, ragazzi. Com’è l’acqua? – I due pesci giovani nuotano un altro po’, poi uno guarda l’altro e fa: - Che cavolo è l’acqua?...”
David Foster Wallace, “Questa è l’acqua”
Fra trapianti di piedi e trapianti di cervello si svolge questa commedia-gioco surreale in cui un patito di videogiochi, uno scrittore mediocre e un dottore folle compiono un rocambolesco e visionario viaggio nei meandri del narcisismo.